La storia fuori dai libri. Tornano i laboratori didattici del Centro studi movimenti

Una fotografia, un documento d’archivio, un filmato. Oppure una passeggiata tra le strade della città o un gioco di ruolo da svolgere con i compagni in classe. È da qui che riparte, con il nuovo anno scolastico, l’attività didattica del Centro Studi Movimenti: portare la storia fuori dai libri, per aiutare ragazze e ragazzi a capire il presente attraverso le tracce e le domande che arrivano dal passato.

Per la scuola primaria torna il programma “Che storia!”, dedicato alla storia contemporanea, spesso sacrificata dalle necessità della programmazione. I laboratori coinvolgono direttamente le classi e si intrecciano con passeggiate ed escursioni: strade, piazze e borghi diventano così luoghi da osservare e interpretare, tasselli di un racconto utile a leggere il paesaggio quotidiano.

Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado prosegue invece “’68 e dintorni”, con lezioni dialogate e incontri che, alla luce dei risultati della ricerca storica più recente, rileggono alcuni dei passaggi cruciali del Novecento, con particolare attenzione agli anni Sessanta e Settanta. I percorsi, articolati in due incontri di due ore ciascuno, vengono costruiti insieme agli insegnanti, calibrando temi, linguaggi e strumenti sulle diverse fasce d’età.

Una parte delle proposte è dedicata ai temi della cittadinanza attiva e ad approfondimenti sul mondo contemporaneo. Non mancano gli itinerari urbani di “Storia di Parma” e le proposte interdisciplinari di “Altre narrazioni”, dove il passato incontra i linguaggi dell’arte, dal cinema al fumetto.

Quest’anno il programma si arricchisce inoltre di quattro nuovi percorsi. “Il mondo antico e l’ambiente” intreccia geografia e storia per indagare il rapporto tra società ed ecosistemi; “Caccia alle streghe” attraversa epoche e contesti per riflettere sui meccanismi di controllo e repressione; “Le Afriche prima e dopo l’Europa” affronta la complessità delle dinamiche coloniali e decoloniali; “Genova 2001”, infine, guarda ai movimenti transnazionali e alle trasformazioni dell’epoca della globalizzazione.

A unire le diverse proposte è una metodologia che trasforma la classe in un piccolo laboratorio di ricerca, favorendo il confronto e l’elaborazione autonoma attraverso lavori di gruppo e giochi di ruolo. Gli studenti sono chiamati a partecipare in prima persona, sviluppando strumenti per leggere criticamente il passato e il presente.

La programmazione didattica completa del Centro Studi Movimenti è disponibile e scaricabile online: www.csmovimenti.org/didattica/. Parma, 10 settembre 2026