Prospettive filosofiche per un’alternativa futura

a cura di Fabrizio Capoccetti, Marco Baldassari, Diego Melegari, Emanuele Puglisi

 

 

 La crisi economica che ha attraversato il mondo occidentale – ma non solo – a partire dal 2007, si è lasciata alle spalle uno strascico pesante. Oltre a porre in essere il possibile fallimento del modello economico neo-liberale, ha mostrato il lato debole di un’economia svincolata da tutto e da tutti e che poco sembra aver a che fare con l’esistenza di chi si trova a subirla e con quei concetti di “cura” di sé e di responsabilità che almeno in teoria si trovano racchiusi nel significato originario della parola “oikonomia”, indicando quel particolare modo che si aveva, nella tradizione filosofica greca, di intendere l’insieme dei principi che stavano alla base della corretta gestione della casa e del patrimonio familiare.

Era, questa, una concezione dell’economico che vedeva al centro l’utilizzo responsabile dei beni in funzione della vita di coloro che ne usufruivano. Tutto il contrario dell’economia occidentale di tipo neo liberale, dove per via della centralità del mercato e del profitto, il prodotto è sostituito dalla produttività, il benessere è confuso con la crescita indefinita e indefinibile e l’uomo diventa merce di scambio in quanto semplice consumatore, ritrovandosi a guardare il proprio mondo come dall’esterno, senza che sia più in grado di prendere attivamente parte al processo produttivo e decisionale – oltre che democratico.

Si tratta allora, forse, di ritornare a una visione più “originaria” di economia e di recuperare quei concetti di cura e responsabilità che in un certo senso la legano alla stessa idea di eco-logia: concetti, principi che mostrano come nel mondo attuale la dimensione dell’abitabilità e della cura (anche del pianeta, inteso come luogo in cui si abita e che si dovrebbe curare amministrandolo saggiamente) siano proprio quegli aspetti che permetteranno all’uomo di riappropriarsi del proprio mondo, oltre che del proprio destino.

 

Il percorso didattico sarà organizzato in 4 incontri della durata di due ore ciascuno, attraverso i quali sarà possibile affrontare il complesso rapporto che nel mondo contemporaneo sussiste tra Economia ed Ecologia con lezioni frontali, utilizzo di materiale documentario, confronto diretto con i testi degli autori affrontati, filmati.

Ogni insegnante può aderire a tutti gli incontri o, a sua scelta, solo a quelli che meglio si coniugano con la sua attività didattica.

Il percorso di otto ore complessive, naturalmente consentirebbe di affrontare l’argomento nella sua interezza e di offrire così un percorso di studio e di riflessione valido anche come proposta per la realizzazione di tesine.

 

1° incontro: A partire dall’analisi di alcuni termini fondamentali del lessico marxiano, si tenterà di ripercorrere alcune tappe essenziali della storia dell’economia, provando ad evidenziare il ruolo occupatovi dagli sviluppi filosofici del concetto di natura (da Aristotele a Kant, da Hegel a Ricardo) al fine di promuovere negli studenti maggiore consapevolezza rispetto ai processi di reificazione ed eternizzazione di ciò che risponde, invece, solo alle esigenze di un sistema economico-politico ad oggi vincente.

 

2° incontro: Attraverso la riflessione teorica di alcuni importanti economisti  del Novecento, come Keynes e Schumpeter, verrà affrontato il fondamentale rapporto tra “ordine economico” e “sovranità politica”, tra tendenza progressiva alla tecnicizzazione e all’autonomizzazione dell’economia e necessità di un suo orientamento politico e sociale.  Si farà accenno all’attuale situazione economica, sviluppando un’analisi che dalle radici filosofiche del laissez faire e del neoliberismo giunge sino alla loro crisi e al tentativo di recuperare un’economia politica critica.

 

3° incontro: A partire da alcune interpretazioni dell’attuale crisi finanziaria si  proporrà un approfondimento su alcuni snodi centrali dell’orizzonte teorico neo-liberale. Attraverso il riferimento al concetto foucaultiano di “biopolitica” si tenterà, in particolare,  di analizzare criticamente il passaggio dal concetto di “capitale umano” (Gary Becker) alle più recenti teorie sul “capitalismo cognitivo” e sulla “bioeconomia”. 

 

 

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