Il potere a Parma durante il fascismo

Massimo Giuffredi

Bfs, Pisa, 2016

Ovunque in Italia il fascismo costruì la sua egemonia mediando con le preesistenti forze politiche e soprattutto sociali, quelle naturalmente disponibili al compromesso. Il libro propone un’interpretazione della specifica fisionomia del fascismo parmense, movimento e regime, e della sua integrazione con la società locale.

Alla fine di un periodo di zuffe tra “radicali” legati a Farinacci e “moderati” vicini al vecchio notabilato, un fascismo indebolito realizzò, con la completa vittoria dei secondi, un compromesso-integrazione per cui, indossando la camicia nera, il notabilato salvaguardava l’essenza del proprio tradizionale potere. Tale compromesso espresse la massima realizzazione nella stabilità degli anni Trenta, per disgregarsi poi con le crescenti difficoltà legate alla guerra.

I ceti popolari, con il loro prestigio insieme sovversivo e patriottico, rimasero anche nel ventennio un elemento non trascurabile del sistema di potere cittadino. Con loro dovette fare i conti il notabilato fascistizzato dominante che, nonostante i molteplici mezzi usati, riuscì per qualche tempo a tenerli sotto controllo ma mai a integrarli. E gli esiti si videro con la Resistenza.

L’autore
Massimo Giuffredi è stato direttore dell’Istituto storico della Resistenza di Parma e collabora dalla fondazione col Centro studi movimenti della stessa città, per il quale ha scritto, con altri, Una stagione di fuoco. Fascismo guerra resistenza nel Parmense. Da molti anni si dedica, con diversi volumi e saggi, a identificare i caratteri peculiari della società parmense otto-novecentesca.

INDICE

 Introduzione

  1. Fascismo e potere a Parma
  2. Il notabilato storico
  3. Il primo fascismo
  4. La provincia
  5. Un partito debole
  6. Lo scontro intorno a Lusignani
  7. La normalizzazione
  8. La gran bonaccia degli anni Trenta
  9. Il compromesso economico-sociale
  1. Il “popolo di Parma”
  2. Turbolenze atmosferiche
  3. Guerra e crisi
  4. I comunisti
  5. L’intervento di Mussolini
  6. Fronte antifascista e disgregazione del compromesso
  7. Conclusione

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