Oltre 500 attività nelle scuole: il Centro studi movimenti chiude l’anno scolastico 2025/2026

Con la conclusione dell’anno scolastico è tempo di fare il punto anche sull’attività didattica del Centro studi movimenti. Tra laboratori, percorsi di approfondimento, visite guidate e viaggi di studio, nel corso del 2025/26 sono stati realizzati oltre 500 incontri rivolti a scuole di ogni ordine e grado del territorio parmense, coinvolgendo migliaia di studenti e studentesse.

Il nucleo principale dell’attività resta il progetto “’68 e dintorni”, che da oltre quindici anni porta nelle classi laboratori dedicati alla storia del Novecento e alla lettura critica del presente. Da ottobre a maggio il progetto ha raggiunto 31 scuole secondarie di primo e secondo grado, con 377 incontri, 188 classi coinvolte e circa 4.700 studenti e studentesse. A questi si aggiungono le attività rivolte alla scuola primaria, che continuano a rappresentare un ambito di sperimentazione e crescita.

Accanto ai percorsi consolidati, nell’ultimo anno sono aumentati i progetti costruiti insieme alle singole scuole e ai territori. È il caso di “Medesano in tempo di guerra. Persone e territorio durante la seconda guerra mondiale”, percorso rivolto alle classi terze della scuola secondaria di primo grado che ha proposto agli studenti un lavoro di ricerca e approfondimento sulla storia locale durante il conflitto. Oppure di “Li chiamavano matti”, dedicato alla storia del manicomio, e di “Storie femministe”, percorso sulla storia di genere realizzato a Fornovo.

Una parte significativa dell’attività è stata dedicata proprio ai temi della cittadinanza, delle differenze e del contrasto alle discriminazioni. Nell’ambito del progetto Open 6 sono stati realizzati laboratori sugli stereotipi di genere nelle scuole primarie e secondarie della città, mentre altri percorsi di storia di genere hanno coinvolto studenti e studentesse delle scuole medie di Parma e Felino attraverso il progetto “Storie differenti”.

La proposta del Centro studi movimenti continua inoltre a intrecciare il lavoro in aula con l’esperienza diretta dei luoghi della storia. Ne è un esempio il progetto “La storia a scuola”, sviluppato con la scuola secondaria di primo grado “Zani” di Fidenza e la sezione Anpi locale, che ha affiancato ai laboratori un viaggio di formazione a Monte Sole. Altri cento studenti e studentesse della scuola di Langhirano hanno partecipato a un analogo percorso di visita e approfondimento nei luoghi della strage di Marzabotto. Per il secondo anno consecutivo si è inoltre svolto il Viaggio della memoria a Auschwitz-Birkenau rivolto agli studenti delle scuole superiori, con la partecipazione degli istituti Melloni e Ulivi. Dati quantitativi a parte, il tratto che accomuna le diverse attività resta la scelta di una didattica partecipata, fondata sul confronto e sul coinvolgimento diretto degli studenti. Giochi di ruolo, lavori di gruppo, ricerca sulle fonti, uscite sul territorio e discussioni guidate continuano a essere gli strumenti attraverso cui affrontare temi storici, sociali e culturali che riguardano il passato ma che interrogano anche il presente. In un contesto segnato da profondi cambiamenti e da nuove forme di disorientamento giovanile, la scuola rimane uno spazio fondamentale per sviluppare consapevolezza critica e capacità di leggere la complessità del mondo contemporaneo. È in questa direzione che si colloca, anno dopo anno, il lavoro del Centro studi movimenti.