Visite Guidate

Parma tra Ottocento e Novecento

«Talvolta – ha scritto Calvino – città diverse si succedono sopra lo stesso suolo e sotto lo stesso nome, nascono e muoiono senza essersi conosciute, incomunicabili tra loro». Eppure, anche se a vederla così, passeggiando, la città di oggi sembra dir poco del suo passato, guardando a fondo ci si può accorgere di quanto, «come le linee di una mano», lo contenga ancora in sé.

Questa serie di itinerari guidati vuole riscoprire il cammino che la città ha percorso nel suo passato più prossimo, tra Ottocento e Novecento, aprendo finestre su alcuni nodi della storia contemporanea, come il rapporto tra struttura urbana e potere, la conflittualità sociale dei quartieri popolari, la prima industrializzazione, le rappresentazioni pubbliche dell’identità cittadina, le fasi di passaggio da un contesto politico ad un altro.

I visitatori – cittadini o turisti – saranno accompagnati sui luoghi da un ricercatore storico che – muovendosi tra storia sociale, urbana e politica – mostrerà loro una città diversa, affiorante da un altro tempo rispetto a quello che si vive quotidianamente.

Ogni percorso si articola in 5 o 6 tappe, per una durata che varia da una a 2 ore secondo le esigenze dei visitatori.

Il numero minimo per organizzare la visita è di 10 persone.

La prenotazione è obbligatoria e può essere fatta telefonicamente o via mail (328-9769438 / centrostudimovimenti@gmail.com).

N:B: la partecipazione è soggetta alla sottoscrizione della tessera del Centro studi movimenti.

Gli itinerari:

a cura di Marco Adorni

Dalle lapidi commemorative di Mazzini e dei «martiri delle sommosse cittadine» sotto i Portici del Grano al palazzo dell’Università, da cui partirono i moti studenteschi del 1831; da Piazza della Steccata – dove nel 1834 venne ucciso l’odiato direttore di polizia Odoardo Sartorio – alla Croce di Malta, luogo di ritrovo dei cospiratori mazziniani e anarchici; da via Cavour, dove venne ucciso il duca Carlo III, a via XXII luglio e via Saffi, scenari della sommossa mazziniana del 1854, fino a piazza Garibaldi, dove la folla inferocita nel 1859 linciò il colonnello Anviti, collocando per diverse ore la sua testa sull’Ara dell’Amicizia al centro della piazza. Il percorso guidato sui luoghi del Risorgimento accompagnerà i partecipanti alla scoperta di quei fervidi decenni che precedettero l’unificazione nazionale.

a cura di Margherita Becchetti

All’indomani dell’unificazione italiana e all’alba del nuovo secolo, la distanza tra i quartieri sulle due sponde del fiume rimaneva profonda: Parma nuova poteva far sfoggio di

palazzi nobiliari, di piazze e ampie strade lastricate, di vetrine sfarzose ed eleganti caffè, delle cupole del Correggio, di teatri, ricchi musei e dei monumenti del potere civile e religioso. Dall’altra parte invece, i borghi popolari immiserivano in condizioni igieniche e sanitarie drammatiche, le case dall’intonaco sbrecciato marcivano per l’umidità e la scarsa ventilazione, le strade olezzavano di umori e odori fetidi, provenienti dagli scoli di acque sporche prive di fognature. La densa trama dei borghi più interni, poi, si dipanava sommersa tra cumuli di immondizia, pozzanghere e panni stesi ad asciugare e, nelle stanze buie, vivevano «maschi e femmine di ogni età, stivati come gli emigranti nei piroscafi».

a cura di Margherita Becchetti e William Gambetta

Una passeggiata in un quartiere oggi profondamente diverso dal suo aspetto originario, e che proprio il fascismo ha, per primo, modificato, sventrato, ricostruito. Il fascismo che, divenuto regime, ha avuto di fronte a sé il problema di confrontarsi con rioni che, solo pochi anni prima, gli avevano levato contro armi e barricate. Repressione e costruzione del consenso. Un giro a cercare le ragioni di molte opere di abbattimento e quelle volte a trovare un dialogo con un quartiere ostile..

  • La guerra e la lotta partigiana 1943-1945
  • La città delle donne: esperienze femminili del Novecento
  • Il Sessantotto in città: movimento studentesco e lotte operaie nel biennio della contestazione
  • Sul piedistallo. L’identità politica nei monumenti di Garibaldi, Corridoni, la Vittoria, Verdi e il Partigiano
  • Il quartiere delle ciminiere: il San Leonardo e la prima industrializzazione