Centro studi movimenti
HOME / MOSTRE - >LA RESISTENZA CONTESA • Per lo stato, contro lo stato

Per lo stato, contro lo stato

La contrapposizione tra partiti costituzionali ed estrema sinistra si faceva particolarmente esplicita nella differente analisi del rapporto tra lo stato e l’eredità politica dell’antifascismo. In questo senso, uno spartiacque decisivo fu rappresentato dalle inchieste giornalistiche sulla strage di piazza Fontana a Milano: in esse, infatti, l’attentato veniva interpretato come il tentativo di far crescere nell’opinione pubblica moderata la richiesta di un maggiore controllo sociale e di un ordinamento istituzionale più repressivo. L’ipotesi che dietro la strage ci fossero anche settori dei servizi segreti e delle gerarchie militari – conniventi con gruppi dell’estrema destra – comportò una profonda ridefinizione delle coordinate e delle pratiche di lotta della nuova sinistra, talvolta attirate anche sul terreno della violenza politica. La definizione “strage di stato” – utilizzata in un diffuso libro di controinformazione scritto da militanti e giornalisti democratici – divenne la formula convenzionale per interpretare quanto accaduto e quanto, ancora, stava accadendo. La bomba di piazza Fontana, infatti, fu la prima di una tragica serie che avrebbe segnato l’intero decennio successivo, da quelle di Brescia e del treno Italicus nel 1974 a quella di Bologna nel 1980. Questi attentati, inoltre, si inserivano in un clima di profonda tensione, nel quale si moltiplicavano anche le aggressioni neofasciste, gli episodi di provocazione e le voci di tentativi di golpe, mentre le indagini si mostravano incapaci di fare luce sui reali mandanti dello stragismo.
La “strategia della tensione” e le diverse proposte politiche con le quali contrastarla fecero emergere nuove divergenze tra l’antifascismo della sinistra storica e quello della nuova sinistra. Mentre la prima non mancava di fiducia nelle istituzioni democratiche e considerava l’attività eversiva circoscritta a settori deviati, l’estrema sinistra chiamava in causa lo stato repubblicano nel suo complesso, giudicandolo uno strumento nelle mani dei potentati economici. È questa lettura ad emergere, per esempio, nel manifesto disegnato da Guido Crepax per Soccorso rosso nel 1972: prodotto per una campagna a difesa dell’anarchico Pietro Valpreda - incolpato ingiustamente della strage di Milano - il manifesto definiva la “strage di stato” anche come “strage dei padroni”, cui si doveva contrapporre la “giustizia proletaria”, rappresentata da un pugno rosso scagliato contro un groviglio mostruoso di autorità protette dal potere economico.
Di tutt’altra natura, invece, era la lettura dei partiti della sinistra tradizionale: il manifesto del Pci stampato nel 1974 in occasione del 4 novembre, ad esempio, indicava nell’alleanza tra “popolo e forze armate” la “salvaguardia delle istituzioni repubblicane” e la Resistenza antifascista veniva assunta a simbolo del legame nazionale - si noti il tricolore che incornicia il manifesto – tra autorità militari e forze democratiche. La distanza dalle posizioni della nuova sinistra non poteva essere più evidente.

Infine, di particolare interesse è il manifesto della Dc del 1971 nel quale il partito di governo si autorappresentava come baluardo della “libertà” contro gli “opposti estremismi” identificati nel “comunismo”, connotato come “repressione”, e nel fascismo, indicato come “avventura”.


Soccorso rosso 25. Soccorso rosso - Comitato nazionale di lotta contro la strage di stato disegno di Guido Crepax 1972
Partito comunista italiano 26. Partito comunista italiano
1974
Avanguardia operaia disegni di Alfredo Chiappori senza data [1974] 27 Avanguardia operaia disegni di Alfredo Chiappori senza data [1974]
Democrazia cristiana senza data [primi anni Sessanta] 28. Democrazia cristiana senza data [primi anni Sessanta]
Partito comunista italiano senza data [1978 circa] 29. Partito comunista italiano senza data [1978 circa]
Associazioni partigiane 1978 30. Associazioni partigiane 1978

 


© 2009 Centro studi movimenti - Via L. Testi, 4 - 43100 Parma | E-mail: info@csmovimenti.org