Centro studi movimenti

Incontri - 2011

Valerio Verbano. Una ferita ancora aperta
Passione e morte di un militante comunista

Presentazione del libro di Marco Capoccetti Boccia
(Castelvecchi, Roma 2011)

11 marzo 2011 - ore 21,00
Aula K3 della facoltà di Lettere e Filosofia
Plesso universitario di via Kennedy – Parma

Accadde a Roma il 22 febbraio del 1980. Tre individui armati e con il volto coperto da passamontagna si presentano al civico 114 di via Monte Bianco, l'appartamento in cui Valerio Verbano, militante di Autonomia Operaia appena diciannovenne, vive insieme ai genitori. Valerio apre la porta di casa sua alle 13 e 40 e viene immediatamente assalito. Ne nasce una colluttazione che ha termine con dei colpi di pistola. Uno raggiunge il giovane Verbano alla schiena perforandogli l'intestino. Valerio muore ma, da quella terribile data, sarebbero passati oltre trent'anni senza che al suo nome potesse essere collegato quello degli assassini. Un mistero terribile che Marco Capoccetti Boccia ricostruisce con dovizia di particolari: Valerio, prima di morire, stava indagando sul mondo dell'estrema destra romana e raccoglieva materiali che avrebbero dimostrato i legami tra l'eversione nera, gli ambienti della Banda della Magliana e gli stessi poteri pubblici, il tutto destinato a comporre un dossier che, evidentemente, costò la vita al comunista romano. Quello stesso incartamento, a suo tempo sequestrato dagli inquirenti, risulta scomparso dagli archivi del Tribunale di Roma. Sono questi gli attori principali presenti sulla scena del delitto: terroristi neri che, insieme a istituzioni incuranti se non complici, fanno della passione e della morte di Valerio Verbano un omicidio di Stato.

Sarà presente l’autore

Interviene:

William Gambetta
(Centro studi movimenti)

In collaborazione con
Storie in movimento – Gruppo di Parma
Studenti autonomi in movimento


Democrazia proletaria
La nuova sinistra tra piazze e palazzi

Presentazione del libro di William Gambetta
(Punto rosso, Milano 2010)

Martedì 1 Marzo 2011, ore 17,30
Oratorio Novo della Biblioteca Civica
Vicolo Santa Maria 5/b – Parma

Per tutto il decennio successivo al Sessantotto, quando l’urto dei movimenti di protesta scosse il sistema politico repubblicano, l’aspirazione della nuova sinistra a rappresentare politicamente quella conflittualità sociale fu costante. Dopo le delusioni per la prova elettorale del 1972, fu il cartello elettorale di Democrazia proletaria, nel 1976, a segnare il passo in quella direzione. Un’esperienza che raccolse le principali formazioni dell’estrema sinistra – da Avanguardia operaia al Partito di unità proletaria, da Lotta continua al Movimento lavoratori per il socialismo – costituendo il tentativo più significativo di rappresentare le mobilitazioni di piazza negli equilibri dei palazzi del potere. Un’iniziativa unitaria percorsa da dinamiche e contraddizioni irrisolte, che si tradusse – alla luce dei risultati del 20 giugno – in una crisi irreversibile, nonostante l’elezione di una piccola pattuglia di sei deputati. Da essa, attraverso un tormentato processo di disgregazioni, scissioni e fusioni, l’area della nuova sinistra uscì ridisegnata.
Nacque in quel contesto il partito di Democrazia proletaria, la cui assemblea costituente si tenne nell’aprile 1978 a Roma, durante i giorni del sequestro di Aldo Moro. Circostanza emblematica che palesò le difficoltà della nuova organizzazione, stretta tra le azioni dei gruppi armati e la repressione generalizzata dello stato. Una collocazione di enorme difficoltà sia per conquistare una vera e propria agibilità politica sia per promuovere un solido impianto d’analisi e di proposta strategica. Eppure, in quel contesto, Dp rappresentò un’alternativa concreta per avanguardie e delegati di fabbrica, settori sindacali e intellettuali, collettivi giovanili e comitati di lotta, associazioni democratiche, periodici e radio libere. Per coloro cioè che con lo spegnersi dell’ondata conflittuale non si rassegnarono né al ritorno al privato né alla scelta estrema della lotta armata.

Sarà presente l’autore

Interventi di

Antonio Parisella
(Università di Parma)

Diego Giachetti
(ricercatore storico)

Massimo Giuffredi
(ricercatore storico)

In collaborazione con
Università degli Studi di Parma - Dipartimento di studi politici e sociali
Istituzione Biblioteche del Comune di Parma - Biblioteca "Umberto Balestrazzi"

Democrazia proletaria

La frontiera addosso
Così si deportano i diritti umani

Presentazione del libro di Luca Rastello
(Laterza, Bari-Roma 2010)
(Punto rosso, Milano 2010)

Mercoledì 27 Aprile 2011 – ore 21,15
Circolo Materia Off
Borgo San Silvestro, 40 Parma

"Se l'Europa è una fortezza, e per molti una prigione, l'Italia può essere peggio di un incubo: può essere un brutto risveglio. Qualcosa da cui non puoi uscire. Una cintura militare fatta di armi, diritti negati, omicidio, carcere, tortura, disegna i confini attuali di tutta l'Europa, quelli che devono garantire il benessere di chi è all'interno. Questa è l'Europa. L'importante è che il meccanismo non sia troppo vistoso. L'importante è che tutto sia fatto prima che il nostro sguardo li intercetti. La frontiera non è più un luogo: è una colpa, una condanna, qualcosa che chi ha avuto la sfortuna di incontrare non si toglierà mai più di dosso".
Un libro coraggioso e provocatorio sulle violazioni dei diritti a danno di migliaia di migranti, storie di donne e uomini respinti da un continente intero. Donne e uomini a cui si nega accoglienza, su cui si spara alle frontiere d'Europa, donne e uomini rimpatriati in base ad accordi bilaterali poco trasparenti e spesso riconsegnati alle tragedie e ai carnefici a cui tentavano di sfuggire, donne e uomini a cui viene rifiutato lo status di rifugiati o anche solo la possibilità di avere un lavoro e una casa. Donne e uomini le cui vite dannate segnano la fine ingloriosa di una civiltà giuridica, quella delineata nei trattati internazionali, come la Convenzione di Ginevra o la Carta dei Diritti dell'Uomo, con cui il nostro mondo tentava di darsi un profilo migliore dopo le guerre mondiali. Insieme, in queste pagine, troveremo i dati del primo rapporto complessivo sul tema del diritto d'asilo in Europa commissionato da Caritas e Fondazione Migrantes, i dati delle istituzioni internazionali e delle organizzazioni non governative, l'operato dell'agenzia Frontex, le fonti del diritto internazionale, un glossario, un vademecum di buone pratiche, un vero e proprio manuale per ottenere il rifugio politico o per dare aiuto a chi richiede asilo e una rassegna degli accordi bilaterali tra gli Stati per la riammissione dei migranti.
Luca Rastello vive a Torino, dove è nato nel 1961. Giornalista, ha lavorato nei Balcani, nel Caucaso, in Asia Centrale, Africa e Sudamerica. Specializzato in economia criminale e relazioni internazionali, ha diretto i mensili "Narcomafie" e "L'Indice", il portale Osservatoriobalcani.org e ha lavorato come inviato per il settimanale "Diario".

Sarà presente l’autore

In collaborazione con
Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione internazionale
Circolo Materia Off

La frontiera addosso



TOPBack

© 2009 Centro studi movimenti - Via L. Testi, 4 - 43100 Parma | E-mail: info@csmovimenti.org