Centro studi movimenti

Incontri - 2007

La vetreria
Proiezione del film documentario di Marco Adorni, William Gambetta e Mario Ponzi

25 ottobre, ore 21,15
Auditorium Toscanini
via Cuneo, 3 - Parma

La mattina del 5 maggio 2004 la sirena dello stabilimento di via Genova della Vetreria Bormioli Rocco di Parma suonò per l’ultima volta e la fabbrica smise la produzione. Attraverso documenti d’archivio e testimonianze di operai, tecnici e dirigenti, una delle industrie parmensi più importanti del Novecento mostra la sua storia, nei differenti e contradditori aspetti, il lavoro, la fatica, la comunità, i conflitti.

In collaborazione con
Solares Fondazione delle arti

Con il patrocinio di
Fondazione Cariparma
Quartiere San Leonardo del Comune di Parma
Medaglie d’oro della vetreria Bormioli Rocco.

la vetreria

Gli autonomi

Presentazione del libro a cura di Sergio Bianchi e Lanfranco Caminiti (DeriveApprodi, Roma 2007)

15 giugno 2007, ore 21.15
Fattoria di Vigheffio
Parma

“Estremisti”, “violenti”, “provocatori”, “mestatori”, “prevaricatori”, “squadristi”, “diciannovisti”, “fiancheggiatori”, “terroristi”. Questi sono solo alcuni degli epiteti coniati nel corso degli anni Settanta da illustri opinionisti, intellettuali, dirigenti di partito e di sindacato per definire gli autonomi, una variegata area di rivoluzionari attivi in quegli anni del nostro paese.
Il giorno 7 aprile 1979 un’imponente iniziativa giudiziaria imputò decine di dirigenti e militanti di essere a capo di tutte le organizzazioni armate attive in Italia e il cervello organizzativo di “un progetto di insurrezione armata contro i poteri dello Stato“. L’accusa, dimostratasi col tempo del tutto infondata, fece da iniziale supporto a ulteriori arresti di massa, detenzioni preventive nei carceri speciali, processi durati anni e condanne a lunghe pene.
Ma gli autonomi erano davvero solo un coacervo di estremismo irrazionale, violento e disperato?

Interventi di

Sergio Bianchi

William Gambetta
(Centro studi per la stagione dei Movimenti)

Gli autonomi

Se il barbone beve... Cronache e documenti di una esperienza psichiatrica a Parma

9 maggio 2007, ore 17.30
Sala Savani, Palazzo Provincia di Parma
P.le della Pace, 1 - Parma

A partire dal libro scritto da Giovanni Braidi e Bruno Fontanesi nel 1975, l’incontro è il primo di una serie di iniziative del progetto Se trent'anni vi sembrano pochi. 1978-2008. La Legge Basaglia ieri e oggi, volto a sensibilizzare la collettività sul tema della psichiatria, a riportare all’attenzione la condizione attuale della malattia mentale e a capire qual è la situazione a trent’anni dalla “legge Basaglia” che ha stabilito la chiusura dei manicomi.

Interventi di

Giovanni Braidi e Bruno Fontanesi

Tiziana Mozzoni
(Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Parma)

Marcella Saccani
(Fondazione Cariparma)

Ilaria La Fata
(Centro Studi Movimenti)

In collaborazione con
Provincia di Parma

Se il barone beve

La rivoluzione non è una cosa seria

Presentazione del documentario di Marilena Moretti

22 maggio 2007, ore 21.00
Cinema Edison d’essai
Largo VIII marzo - Parma

È la primavera del 1971. Un gruppo di ventenni di buona famiglia e di buone letture lascia Torino per stabilirsi a Ponte a Egola in Toscana, in un casale abbandonato. L’idea è quella di rompere con le organizzazioni politiche e praticare nel vissuto quotidiano la rivoluzione. Di fatto quella di Ponte a Egola diventa una comune.
Al nucleo originario di Torino, si uniscono ragazzi di Milano, Genova, Firenze, attratti dallo stesso bisogno di radicalità. Li accomuna il desiderio di vivere contro le regole, “senza riserve e senza tempi morti”. Si rifanno al comunismo dei Consigli, ai situazionisti e alle imprese della Banda Bonnot. Fanno uso di droga, praticano piccole illegalità, rifiutano la famiglia e il lavoro. Scrivono articoli e volantini. Si definiscono comontisti, da Comontismo, traduzione della Gemeinwesen di Marx, ovvero “comunità dell’essere”. Sul muro del casale, con la vernice rossa, c’è scritto: La rivoluzione non è una cosa seria.
La comune di Ponte a Egola dura appena un anno, si scioglie nella primavera del 1972 tra dissidi ideologici. Chi finisce in carcere, chi si ritira nel privato, chi ha problemi con l’eroina. Tutti si trovano a dover fare i conti con se stessi e con la realtà... Da allora nessuno è mai più tornato a Ponte a Egola. I rapporti si sono interrotti. Qualcuno è morto. Di altri si sono perse le tracce… L’autrice del documentario era tra loro. In questi trent’anni ha pensato spesso di salire in macchina e andare a vedere che ne è stato di quel casale. E che ne è stato di loro. E un giorno ha deciso di farlo.

In collaborazione con
Fondazione Solares

La rivoluzione non è una cosa seria

Noi la farem Vendetta

Presentazione del libro di Paolo Nori (Feltrinelli, Milano 2006)

29 marzo 2007, ore 21.15
Sala studio della Biblioteca Germinal
Via Testi, 4 - Parma

La memoria politica. La memoria umana. Paolo Nori racconta un episodio scandaloso dell’Italia democristiana e della sua deriva fascista alla fine degli anni cinquanta. Nel 1960, a Reggio Emilia, la polizia carica, spara, uccide. L’episodio è passato alla storia come “i fatti di Reggio Emilia”. Nori interroga, registra, si documenta. Il presente incrocia il passato. E scioglie nodi che ci riguardano.

“Noi la farem vendetta è un libro che ricostruisce quello che è successo nella piazza dei teatri di Reggio Emilia il 7 luglio del 1960. È un libro sulla violenza dello stato, ma è anche un libro sull’educazione dei bambini, ed è anche un libro sulle cose che scompaiono, sulla memoria, e su come la coltivano in certe isolate comunità che meno male che ci sono, e su come se ti uccidono un fratello quando hai diciassette anni è un po’ come quando ti nasce un figlio, e poi è anche un libro sull’Emilia, e, tutto sommato, adesso che ci penso, in un certo senso, se non fosse un’espressione abusata, si potrebbe anche dire che è un romanzo d’amore.” (Paolo Nori)

Interventi di

Paolo Nori

William Gambetta
(Centro studi movimenti)

Noi la farem Vendetta

1977

Presentazione del libro di Marco Grispigni (Manifestolibri, Roma 2006)

20 marzo 2007, ore 21.15
Sala studio della Biblioteca Germinal
Via Testi, 4 - Parma

Il settantasette fu un anno particolarmente caldo nella storia repubblicana. L’anno della guerriglia di strada e della P38, ma anche degli indiani metropolitani e di una diffusa creatività giovanile. Un anno difficile, che si presta a letture controverse.
Questo libro ne ricostruisce il reticolo di eventi: le occupazioni universitarie, la cacciata di Lama dall’università di Roma, i blindati che occupano le strade di Bologna, le grandi e violente manifestazioni, con la loro tragica scia di sangue.
Ma non fu sono politica: nel 1977 l’opposizione sociale e giovanile esprime una incredibile effervescenza culturale, con le sue innovazioni nel campo del linguaggio, il fenomeno delle radio libere, i fumetti di Pazienza, la musica punk e il rock demenziale.

Interventi di

Marco Grispigni

Antonio Parisella
(Università degli Studi di Parma)

1977

La legge del desiderio
Il progetto Merlin e l'Italia degli anni Cinquanta

Presentazione del libro di Sandro Bellassai (Carocci, Roma 2006)

25 gennaio 2007, ore 21.15
Sala studio della Biblioteca Germinal
Via Testi, 4 - Parma

Nel 1958, al termine di aspre discussioni che hanno diviso l’opinione pubblica per un decennio, il Parlamento italiano vara la legge Merlin. Si chiudono così i bordelli, ma termina anche un’era di inferiorità civile della prostituta, in quanto figura estrema della devianza femminile e logica discarica del desiderio maschile. Segnato da inedite alleanze trasversali, il lungo dibattito sul progetto Merlin oltrepassa immediatamente la questione prostituzionale per evocare scenari epocali, apocalittici o salvifici: in un contesto storico dinamico, che spinge norme e modelli tradizionali di vita e di comportamento sessuale sempre più sulla difensiva, la posta in gioco pare essere la riaffermazione o l’abbandono definitivo di un ordine morale rigidamente patriarcale. In questa prima ampia ricerca sul dibattito, basata su un vasto e differenziato ventaglio di fonti, le voci prese in esame diventano testimonianze esemplari di un mutamento conflittuale delle relazioni fra i generi, ma anche di un difficile – e mai davvero concluso – percorso della società italiana verso un approdo compiutamente democratico.

Interventi di

Marco Deriu
(Università degli Studi di Parma)

Sandro Bellassai
(Università degli Studi di Bologna)

La legge del desiderio Il progetto Merlin e l'Italia degli anni Cinquanta



L'altra America
Incontro sui movimenti della contestazione americana negli anni sessanta e settanta

Proiezione del film documentario The Weather Underground

17 gennaio 2007, ore 21.15
Sala studio della Biblioteca Germinal
Via Testi, 4 - Parma


Il film (regia di Sam Green e Bill Siegel, Usa 2002) racconta l'esperienza dei Weather Underground, il più famoso gruppo nordamericano di lotta armata che, durante gli anni della guerra nel Vietnam, volle portare il "conflitto in casa". Nati alla fine degli anni Sessanta, rientravano nell'ala dura della sinistra studentesca, puntando a una sintesi tra "controcultura" (sperimentazione sessuale, droghe psichedeliche, nuovi linguaggi) e tradizione rivoluzionaria. Il più celebre dei loro motti, era, infatti: "I freak sono rivoluzionari, e i rivoluzionari sono freak".

Incontro con

Silvia Federici
(Hofstre University di New York State)

L'altra America


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