Quartiere del lavoro

a cura di Marco Adorni

 

 

Quartiere a forte caratterizzazione popolare e operaia, il San Leonardo presenta caratteristiche “culturali” molto diverse da quelle dominanti la vicenda storica della Parma monumentale, città dei giardini e degli ampi viali alberati, del bel canto e della lirica, dei salotti e dei circoli letterari, all’insegna di una francesizzante joie de vivre (la piccola Parigi).

La storia del quartiere San Leonardo è invece legata alla nascita e allo sviluppo delle attività industriali cittadine; una contraddittoria e contrastata parabola che ebbe avvio con la realizzazione della stazione ferroviaria (1860) e che raggiunse il suo punto più alto negli anni Sessanta del Novecento.

Soggetto al fenomeno della deindustrializzazione e sottoposto alla crisi del modello fordista, il comparto industriale che qui ha trovato il proprio bacino d’espansione è ora quasi del tutto scomparso. Gli stessi connotati identitari del quartiere sono stati profondamente cambiati dalla trasformazione – etnica e generazionale – dei suoi abitanti mentre la prossima riqualificazione di alcune sue aree (si pensi allo Stu Stazione, Pasubio ed all’ex area Bormioli) ne promette un radicale rivolgimento fisico-sociale.

 

L’unità didattica si configura perciò come un tentativo di recupero della memoria storica, sociale e industriale del quartiere, attraverso l’analisi e il commento, in classe, di fonti iconografiche (piante, disegni, fotografie) e audiovisive relative alla vita di fabbrica ma anche alla quotidianità dei cittadini del San Leonardo di una volta.

 

Il percorso prevede 2 incontri: il primo in classe di 1 ora durante il quale verrano fornite agli studenti le coordinate storiche propedeutiche all’approfondimento in situ dei luoghi simbolici del quartiere; il secondo si terrà in esterno con una visita guidata (della durata di due ore) alle emergenze fisiche rappresentative della sua identità (la chiesa di San Leonardo, gli stabilimenti Borsari, Manzini, Bormioli), agli edifici riplasmati per nuove esigenze (la serie di officine di via Pasubio) e agli spazi vuoti lasciati in seguito alla demolizione delle strutture della Boschi e della Luciani.

 

 

Unità didattica rivolta a tutte le classi delle scuole secondarie di primo e di secondo grado. 

 

 

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