
L’archivio del Centro studi movimenti si è costituito nel 2000 in occasione della ricerca poi confluita nella pubblicazione Parma dentro la rivolta. Tradizione e radicalità nelle lotte sociali e politiche di una città dell’Emilia rossa 1968-1969 (Punto rosso, Milano 2000).
Da quel primo nucleo documentario, costituito dalle donazioni degli archivi privati dei soggetti coinvolti nella ricerca, l’archivio è andato arricchendosi con donazioni o depositi di nuove carte, fino a comprendere oltre 50 fondi personali, che fanno riferimento a diverse aree politiche e culturali.
Il materiale posseduto è compreso in un arco cronologico che spazia dalla fine degli anni Cinquanta alla fine degli anni Novanta: estremamente eterogeneo nella sua composizione, presenta tipologie diverse a seconda della propria origine e comprende volantini, opuscoli, diari, appunti, corrispondenze, verbali di riunioni, manifesti, fotografie, cassette audio o filmati.
L’archivio si inserisce in un complesso contesto nazionale di centri di documentazione che si occupano di storia della conflittualità sociale e dei movimenti.
Presente nella Guida alle fonti per la storia dei movimenti in Italia (1966-1978), a cura di L. Musci e M. Grispigni (Ministero per i Beni e le Attività culturali – Direzione generale per gli archivi, Roma 2003), nel gennaio 2006 il suo patrimonio è stato segnalato dalla Soprintendenza archivistica dell’Emilia Romagna come “archivio di notevole interesse storico”.
